Edificio costruito secondo criteri di ecompatibilità e di bioarchitettura.

È risultato finalista ed ha ricevuto la Menzione d’Onore nel più importante premio di Architettura d’Italia, la Medaglia d’Oro per l’Architettura della Triennale di Milano.

La palazzina adibita a uffici è un fabbricato estremamente significativo nell’ambito delle costruzioni pensate per soddisfare i principi della compatibilità ambientale e della sostenibilità, tanto da potersi annoverare quale uno dei primi edifici italiani efficacemente realizzati seguendo i criteri della bioedilizia e del risparmio energetico.
Il progetto ha tenuto conto delle problematiche connesse con l’impatto sul sistema naturalistico in relazione alla compatibilità con le caratteristiche del paesaggio e con le caratteristiche morfologiche del terreno, valorizzando tutti gli aspetti legati alle visuali paesaggistiche.
La palazzina sembra scaturire spontaneamente dalla roccia e quindi, per estensione, si integra perfettamente al mondo minerale – la scelta dei materiali è stata finalizzata a fornire una percezione esterna della composizione architettonica come una gradazione sui toni del grigio naturale, creando un mimetismo spontaneo con il verde circostante.

Già durante la progettazione è stata posta la massima attenzione nella scelta dei materiali componenti, con la finalità di minimizzare l’impatto ambientale  e il consumo di risorse energetiche nelle fasi di costruzione, di utilizzo e di fine vita.

Con la progettazione e la realizzazione di questa palazzina si sono voluti trattare i temi della integrazione dell’architettura nel contesto, dell’uso e del recupero dei materiali biocompatibili e dell’ecologia.
Le essenze vegetali, in particolare arboree, autoctone sono state inserite in numero doppio rispetto a quelle presenti sul sito nell’area destinata ad essere occupata dall’edificio. Inoltre si è scelto di mantenere gli orti presenti in zona, evitando l’allontanamento delle attività agricole presenti in sito.
L’ impiego dunque di materiali che siano stati prodotti con le attenzioni ambientali ed energetiche sopra richiamate, nell’ambito di una costruzione di un edificio garantisce che l’insieme, ovvero l’edificio stesso, rispetti le norme ambientali ed energetiche e possa essere ragionevolmente definito, in ultima analisi, ecocompatibile.
La fase di costruzione per assicurare la salvaguardia dell’ambiente e l’uso razionale delle risorse, ha privilegiato l’impiego di prodotti edilizi, di elementi e componenti provvisti di certificazione ecologica, attestazione o autodichiarazione di compatibilità, riciclati o con elevato potenziale di riciclabilità. Al fine di ottemperare alle esigenze di salubrità dell’aria e del clima, si è scelto di utilizzare sistemi di climatizzazione e produzione energetica ad alta efficienza in combinazione con sistemi basati su fonti rinnovabili. A salvaguardia del ciclo dell’acqua, si è provveduto alla massimizzazione della pavimentazione drenante esterna del complesso edilizio tramite utilizzo di opportuna stratigrafia e materiali permeabili di natura vegetale. Lo stesso è stato effettuato per il tetto ricoperto a giardino.
L’uso delle risorse idriche è stato razionalizzato al massimo sia per quanto riguarda la riduzione del consumo di acqua potabile e il mantenimento della risorsa idrica, sia per quanto riguarda il recupero, per usi compatibili, delle acque meteoriche, nonché per quanto riguarda l’installazione di un innovativo impianto di fitodepurazione per le acque nere. Per quanto concerne l’uso razionale delle risorse climatiche ed energetiche l’edificio è stato progettato in modo tale da favorire al massimo l’utilizzo invernale della radiazione solare e da controllare l’apporto energetico derivante dal soleggiamento estivo, con l’utilizzo di opportuni sistemi di schermatura. A questo scopo la disposizione, la geometria e l’orientamento delle aperture sono pensate per favorire la ventilazione naturale per effetto camino, attraverso il vano scala.
Inoltre, con una attenta selezione dei materiali e dei sistemi di chiusura si è fatto in modo che l’isolamento termico dell’edificio sia massimizzato. La sostituzione di fonti energetiche da idrocarburi con fonti rinnovabili o assimilate ha consentito la riduzione del fabbisogno termico per il riscaldamento dell’acqua igienico sanitaria e del fabbisogno elettrico per la ventilazione, per il riscaldamento, per il raffrescamento e per l’illuminazione.
La condizioni ambientali, connesse con l’esposizione agli inquinanti dell’aria interna, sono state tenute in massima considerazione, impiegando materiali a bassa emissione di radon, non riciclando l’aria interna negli impianti di condizionamento, segregando i macchinari rumorosi o che impiegano toner, estendendo a tutto l’edificio il divieto di fumo e impiegando mobili esenti da formaldeide.
La realizzazione dell’edificio, ubicato nel Comune di Vado Ligure, è stata curata dalla Parfiri Srl, mentre la progettazione è stata commissionata allo Studio di Architettura “5+1 Architetti Associati”.